Peter Russell – Sonetto

Ho preso: Dio, il Paradiso, le Stelle;
il volo delle galassie, l’Empireo senza tempo
e la Fenice, tinta nella porpora di Tiro; il monte delle Muse
e le ferite crudeli di Orfeo.

Li ho messi nel mio petto, dove non ha potere l’odio,
cui non servono rimedi officinali
né falsità prese a criterio dal giudizio:
le mie guide sono Avatar simili a dèi.

Ma la vita solitaria, si conforta della vista di amici
antichi, mi raggiungono ogni tanto voci
dal passato – che mi fanno risalire.

Della piramide, io abito il vertice:
le lingue del passato mi riempiono la penna;
frizzante è la mia coppa, di millenni di pensiero.

Peter Russell – Sonetto da “This is not my hour” – (Ed. del Foglio Clandestino)