TTRACCK

Tira

trema

tarlo!

troppi tanti tetti tradiscono torture, “tihamo”, tasselli trudici, torpe e tappi, tavoli e tasselli triturano te e i tuoi cari.

Trafelato guardi il cielo

ti ritieni

rimani

ma poi sogni, verticalizzi e segni in un’invisibile porta celeste che non è di questo mondo.

Sul marciapiede si parla di cane e non è proprio l’ora di scherzare

E tu ti struggi, gradevole aumenti; una temperatura di una stanza che non e’ mai uguale.

A far l’amore ci si inventa ma a scrivere ci si distrugge per spogliarsi nuovo, pulito, flammante e pure un po’ tip-tap.

E tu impenni, sparisci, sparigli le carte, sbaracchi il tavolo, coi remi in barca per non affondare sotto il peso di un’onda che non può che

cadere.

La poesia non si intrappola, sappiatelo!

La poesia scappa, si divincola, ride!

Ride di voi, del poeta e di chi se ne frega.

Alzati la mattina e osserva un cielo che è dipinto a tinte forti e sempre meno osservato,

sii rivoluzionario, ama!

Sii un fiore nel momento in cui dolcemente si perde nel prato …