E’ giunta l’ora di chiamarvi per nome

Per tanti anni ci siamo dilettati a fare dell’ironia sui bufali goffi che affollano i media e le istituzioni italiane, patetici nel loro egocentrismo e nella loro scempiataggine.

Per anni abbiam pensato che esporne le debolezze, le incongruenze, le ipocrisie avrebbe mostrato ad altri cio’ che a noi pareva lampante: la malafede di questi individui al soldo dei potenti (o i potenti stessi) che disinformano, interrompono, prendono posizioni granitiche con la sicurezza dell’idiota senza accettare critiche e schifando il dialogo.

Forse e’ l’ora – e come scrittore ne sento il dovere – di chiamarvi stupidi, coglioni, cretini, ignoranti, deficienti, arroganti, magnaccia, sporchi ladri assassini che giocano con le vite altrui pur di riempirsi le tasche, ebeti con le vostre facce immobili di fronte ad una domanda, vuoti come quest’epoca che avete contribuito a costruire, marci fino al midollo e maledetti, maledetti voi e i vostri figli e i figli dei figli; che possano partorire solo dolore, tanto quanto ne avete provocato a noi, il vostro popolo.