Trasecolo

Secolo XX: esponi un’idea un numero sufficiente di volte e qualcuno crederà che è vero.
Secolo XXI: esponi un’idea un numero sufficiente di volte e darà origine ad una pagina Facebook molto pazzerella.

Sapessi

Sapessi, sapessi quanto sono stanco
quando la sera torno a casa, sul collettivo
stracolmo di umanità impoverita.

Guardo le occhiaie di una donna seduta,
lei fissa il vuoto nella disperata luce arancio
che plana all’interno del vagoncino.

Sapessi quanto poco guardo il cielo,
sapessi da quanto non conto le stelle
provando almeno ad immaginarmelo, un futuro.

Se sapessi che la vita continua e non finisce
farei spallucce e tirerei dritto.
Ma tutto questo dura quanto un collant, basta una disattenzione
e -là- ecco una smagliatura, un graffio.

Sai, ho imparato a nuotare in questo stagno beige,
mi affogo e riemergo con destrezza, mi scuoto
per levare i cumuli di fango dalla pelle.

Faccio il pesce in barile; ma a furia di raschiare il fondo
si finisce per assomigliarcisi. I confini sono ora confusi e
l’identità, smarrita.

Se sapessi forse mi capiresti, mentre rimiro pianeti che
trovano l’asse da molto tempo smarrito, la via.

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Prints by Alexander Aksinin Title: Paul Eluard