Ishiro Nori

Archivio per la categoria ‘Poesia’

Bontà mia, fortuna tua

In Poesia on febbraio 26, 2014 at 10:52 pm

Ti insegnerei

a non affogare

quando il mare ti inghiotte

un giorno grigio di vento.

Ti spalmerei

la faccia di musica

nera e disperata.

Ti insegnerei a

non chiedere,

non dare,

a stare in silenzio.

A rinnegare qualche dio

e a maledire il prossimo.

Ti direi

senti il ritmo battere

chiudi gli occhi,

danza

scuotiti

lasciati pervadere:

Il cielo è troppo grande per essere compreso.

Chiarirei perchè

non c’è nessun colore da leccare

se ti senti nero.

Con l’esempio di un padre

ti darei un ceffone per ogni mio sbaglio.

Ti direi

non chiedere perchè sei qui.

Preparati alla guerra

chè certe paci sono quasi peggio.

Scopriti d’estate,

capisciti d’inverno.

Amara è la sfortuna

in ogni giorno qualunque.

Si viene al mondo per vivere qualche lunedì di sole

e odiare il resto del tempo.

Ma qui non sei,

fortuna tua.

 

Le tue scarpe col tacco mi ricordano che siamo esseri mortali

In Poesia on novembre 1, 2013 at 7:02 pm

Un giorno per vivere

un giorno per dimenticare

capelli sporchi sempre in testa

quattro paia di scarpe

tutte da buttare.

 

Amore gioia musica

di cartone

non ti voglio più vedere

nell’algida Albione.

 

Compro oggetti

butto confezioni.

Il peso netto?

scarse emozioni.

 

Te lo dissi in segreto

in quella grotta

Te lo dissi in un orecchio;

era una notte pluvia e ubriaca

Ce lo siamo scordato entrambi

come un pelo in bocca

 

C’è un sentiero solitario che sale

la collina.

Mille anni di esilio

e mille anni ancora.

Un’eternità anemica,

il peggior destino.

Scalzo

In Poesia on agosto 26, 2013 at 12:51 am

Di tutte le fortune

una sorte rapida ed effimera.

Di tutti i venti

un sospiro fresco notturno.

Di tutti gli astri

una mezza luna sbieca, tagliata a mano.

Di ogni pezzo, una parte.

Di ogni notte, un’ora.

Di tutti gli sguardi,

un’occhiata rapida e impaurita.

Di tutti i tagli,

una ferita profonda ed infetta.

 

Ma nell’oscurità che dà rifugio

quando l’orologio tace

posso entrare in una finestrucola

arrampicarmi fuori

e disgregarmi

sotto una coperta di stelle.

 

Ghiande nelle tasche

In Poesia on giugno 22, 2013 at 12:43 pm

In un piccolo spazio / pensieri mastodontici.

Il canto del cigno / soffoca nel frastuono.

Sostienimi la mano, / un ultimo ballo

sulla riva del fiume.

 

Due passi di lato

e uno indietro.

Spalma suoni dolci e melodiosi

sugli archi dell’oscurità.

 

Un giorno di diritto ed due di sghimbescio

cartacee espressioni plasmate su visi,

bambole di cera.

 

Non c’è tempo per affrettarsi

verso un altro fallimento.

Cadi dalle scale,

spezzati una gamba,

riprendi a divertirti.

E di quel ritmo morire

In Poesia on maggio 30, 2013 at 12:55 am

E di quello stesso verso morire
E di quello stesso verso rimpiangere
Senza quel verso lasciare
Senza quel verso riprendere
La danza.

Un fresco lunedì di Ottobre
Smettere di sperare,
Lasciare in porto
La barca migliore. Uscire
Senza remi verso la tempesta.

Non c’è viaggio senza spine
Né poesia senza rime
Son solo stanchi versi
Per svuotare il cuore.

2037

In Poesia on marzo 11, 2013 at 1:14 am

Manifestazioni di una realtà

sempre troppo piena, troppo semplice

complicata e totalmente vuota.

 

Mi bagno nel gelido lago dell’assoluto

rimergo dalle acque

distinguo i volti e gli oggetti.

 

In una stanza vuota,

tutta la poesia del mondo

ed io dentro.

 

 

Photography of Iceland's volcanic rivers by Andre Ermolaev

Photography of Iceland’s volcanic rivers by Andre Ermolaev

Federico Spadafora – Il giorno che morirò

In Arte, Poesia on gennaio 25, 2013 at 11:38 pm

Il giorno che morirò
non ci sarà la banda a suonare,
non ci saranno fiori
e manco le campane.

Il giorno che morirò
qualcuno accenderà la Tv
e penserà
“che palle”.

Il giorno che morirò
sarà un giorno come un altro
che mi piaccia o meno.

Il giorno che morirò, sarà tutto in un attimo
rimpiangerò di non aver vissuto un’altra vita,
come sempre.

Il giorno che non sarò più
qualcuno piangerà, qualcuno griderà
senza aver capito
che la vita è dolore,
ma andarsene è reato.

Mentre il giorno si spegne
e la sera mi accoglie
il mio corpo morbido giace
finalmente perfetto,
si svuota d’anima,
pallido oggetto.

Dal mio letto, da un qualunque gradino
in quell’attimo altissimo
non penserò a nessuno,
nè alla mamma, nè a Dio,
avrò paura e
mi getterò
nell’oblio.

Federico Spadafora – Il giorno che morirò

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Pier Paolo Pasolini – La religione del mio tempo

In Arte, Poesia on gennaio 12, 2013 at 1:35 am

“Poeta, è vero, ma intanto eccomi su questo treno carico tristemente
di impiegati, come per scherzo, bianco di stanchezza, eccomi
a sudare il mio stipendio, dignità della mia falsa giovinezza,
miseria da cui con interna umiltà e ostentata asprezza mi difendo…”

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Alle volte inizia con un silenzio – Oliviero Dilimberti

In Poesia on dicembre 24, 2012 at 12:06 am

Alle volte inizia con un silenzio
pieno di troppe cose da dire,
silenzi da dare /
silenzi da non tradire.

Altre volte inizia con un libro in mano,
un po’ per gioco.

Altre volte sei su un letto e pensi.

Il piacere di stare con sè stessi,
senza rima, senza sosta,
un po’ di pace.

Nel freddo e nella nebbia
si confondono i mood e gli orizzonti,
hai paura di non arrivare mai a nulla, nulla di reale.

La foga di evadere dorme un po’,
che senso ha evadere/
se l’evaso non sei tu?

nebbia

Bluebird – Charles Bukowski

In Poesia on dicembre 4, 2012 at 9:04 pm
there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I'm too tough for him,
I say, stay in there, I'm not going
to let anybody see
you.
there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I pour whiskey on him and inhale
cigarette smoke
and the whores and the bartenders
and the grocery clerks
never know that
he's
in there.

there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I'm too tough for him,
I say,
stay down, do you want to mess
me up?
you want to screw up the
works?
you want to blow my book sales in
Europe?
there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I'm too clever, I only let him out
at night sometimes
when everybody's asleep.
I say, I know that you're there,
so don't be
sad.
then I put him back,
but he's singing a little
in there, I haven't quite let him
die
and we sleep together like
that
with our
secret pact
and it's nice enough to
make a man
weep, but I don't
weep, do
you?
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